Certe volte non ci rendiamo conto finché non siamo di fronte all’eventualità più disarmante del caso, nel caso specifico malessere fisico, malessere mentale, malessere psicologico ecc…
ma perché un impianto di riscaldamento non curato e mantenuto in ottimo stato può creare così tanti problemi?
Una categoria che dovrebbe veramente fare attenzione alla cura e ispezione costante di un buon sistema di riscaldamento è senza ombra di dubbio il settore medico.
Ora voglio raccontarti una mia personale esperienza avuta pochi giorni fa che mi ha fatto riflettere molto a riguardo di tutto ciò.
Erano le nove del mattino del martedì e io mi recavo verso l’ospedale per accompagnare un’amica a fare una visita di controllo dopo un intervento.
Mentre però attendo in sala d’aspetto mi accorgo di alcuni fatti riguardanti l’equilibrio termico presente all’interno della struttura. All’ingresso mi sono presentato completamente bardato…in fin dei conti è sempre fine Dicembre quindi il freddo in Canton Ticino si fa sentire sicuramente….
Subito entrato vengo accolto da un calore avvolgente che ricorda l’accogliente tepore provato in baite di montagna che si visitano durante le vacanze invernali. Iniziamo a vagare per la struttura alla ricerca del posto giusto finché dopo una breve ricerca e un paio di domande ai vari infermieri giungiamo a destinazione.
Allora mi siedo, mi tolgo la giacca e mi metto comodo a sfogliare alcuni libri presenti sui tavoli riservati alle persone in attesa….passano pochi minuti e sono costretto a levarmi anche il maglioncino….il calore si faceva sentire sempre di più.
Non ho dato molta importanza alla cosa li per li, in fin dei conti non siamo a casa mia e non sono io che dovevo pagare le bollette quindi ho potuto soprassedere, in più non ero l’unica persona presente e ragion per cui non potevo certamente decidere per tutti.
Passano ulteriori 10 minuti e comincio a sentire caldo di nuovo….ma come è possibile siamo in pieno inverno anche volendo ottenere una temperatura così elevata all’interno dei locali è senz’altro una sfida importante per qualsiasi struttura.
Mi guardo intorno ed ecco la scena che mi si presenta davanti gli occhi….gente in maniche corte!!!! Si hai proprio letto bene….GENTE IN MANICHE CORTE!!!
Ora so che può sembrare strano detto così perché alcune persone tengono il riscaldamento talmente alto, per loro scelta, che puoi stare in pieno inverno a casa loro (alcuni amici miei anche) in maniche corte.
In un precedente articolo , che ti consiglio caldamente di leggere
riscaldamento a pavimento freddo
ti avevo fatto presente come con le nuove restrizioni in campo ambientale abbia posto dei limiti alla temperatura massima che puoi avere in casa.
Parliamo comunque di 22° C nelle stanze e 24° C nei bagni, in ogni caso gli impianti moderni sono dimensionati per tenerti al caldo nella maggior parte delle giornate e non combattere i giorni più freddi dell’anno.
Ciò viene fatto per avere alcuni vantaggi a livello di rendimento impiantistico :
- Maggiore efficenza energetica
- Minore spesa per il consumo
- Regolazione semplificata dell’impianto
In quella stanza, in quel momento non so di quanti gradi eravamo sopra al limite, ma direi minimo 5° C oltre….ma la cosa che mi ha lasciato più basito è stato il fatto che oltre tutto ciò la finestra era aperta…..LA FINESTRA ERA APERTA!
Di fatto vicino alla finestra non sedeva nessuno perché faceva freddo ma dall’altra parte della stanza il caldo si poteva sentire forte e chiaro….ci trovavamo tutti in una situazione di stallo termico possiamo dire.
A quel punto visto che qualche anno di esperienza nel settore l’ho maturata anche io…decido di avvicinarmi al radiatore e vedere la temperatura superficiale con il classico tocco con la mano.
Dire che era inavvicinabile è dire poco….ci saranno stati almeno 80° C nella zona superiore del termosifone il che ovviamente portava a scaldare in maniera forte la stanza.
Chiudo la valvola non con poco impegno e attenzione per ridurre il passaggio, anche se so bene che una riduzione del flusso del 50% conduce ad una riduzione del calore emesso del 6% circa.
Ma non volevo avventurarmi a mettere mano su impianti che non ho avuto il tempo di conoscere bene.
Spalanco la finestra (che era solo leggermente aperta) per un paio di minuti e quando sento il calore leggermente calare nel radiatore…la metto in posizione di ribalta.
Effettivamente io lo sconsiglio fortemente….mettere le finestre in posizione di ribalta conduce solo ad uno spreco termico non indifferente…ma in questo caso faceva eccessivamente caldo e non volevo mettere in pericolo la salute di nessuno.
Anziani e bambini soffrono il caldo molto più di un adulto in salute.
La loro termoregolazione interna è compromessa per via dell’età e non si può mai sapere come può reagire il corpo ad un notevole cambio di temperatura repentino.
Anziani sopratutto sono molto sensibili ad una forte cambio di temperatura.
Nel frattempo esce la mia amica dalla stanza delle visite e insieme ci avviciniamo all’uscita.
Passo involontariamente davanti al locale tecnico con la porta socchiusa e noto una sedia su cui siede una persona…forse il tecnico degli impianti.
Avevo un po di tempo in avanzo così saluto la mia amica e mi fermo a fare due chiacchiere con
quello che scoprirò essere il responsabile tecnico dell’ospedale.
Mi spiega la situazione e mi rendo conto che il problema riscontrato non era solo un caso isolato a quella stanza, ma a diversi altri reparti dell’ospedale.
Diamo uno sguardo attento ai disegni e alle strumentazioni tecniche e li sul posto gli faccio una breve consulenza gratuita sullo stato impiantistico.
Restiamo d’accordo per un sopralluogo professionale due giorni dopo e per vedere se alcuni accorgimenti che avevo fatto in quella sede avevano portato i risultati richiesti.
Quando torno subito ci rendiamo conto che abbiamo miglioramenti significativi e un notevole abbassamento delle temperature….di fatto alcuni sensori e sonde erano scollegate in centrale e non permettevano un corretto funzionamento delle pompe, che essendo giri variabili potevano modificare il flusso trasportato verso i radiatori.
Facciamo un giro insieme con la Termocamera e ci rendiamo conto subito dopo una radiografia Termoprofessionale che il vecchio Capo tecnici dell’ospedale aveva fatto questi accorgimenti proprio per compensare il freddo che ora si percepiva in alcune stanze.
Andiamo più a fondo e scopriamo che effettivamente alcuni caloriferi avevano una resa irrisoria….ma perché?
Semplice mancava da anni una accurata pulizia degli impianti e tutto lo sporco e i sedimenti si erano depositati nei caloriferi più grandi.
Bisogna infatti sapere che più è grande una superficie in cui scorre il fluido di riscaldamento (in questo caso l’acqua) più si rallenta la velocità…portando di fatto un notevole aiuto a far depositare tutto lo sporco presente nelle tubazione all’interno dei radiatori.
Alcuni giorni dopo veniamo ad eseguire una corretta manutenzione degli impianti e facendogli un breve promemoria per una corretta gestione dei suddetti.
Sinceramente sono rimasto molto colpito dal fatto che per tenere al caldo alcune stanze si sia ricorso ad un aumento esponenziale in tutto lo stabile, non prendendosi cura delle eventuali conseguenze.
Bisogna sapere che tutti i presenti all’interno di una struttura sono sotto la responsabilità del proprietario del luogo e che quindi nel caso di malori o altre sopravvenienze il responsabile è chi gestisce gli impianti di riscaldamento.
La norma prevede che il proprietario paga con la sua persona per i danni procurati a chi soggiorna anche temporaneamente all’interno delle sue proprietà…
L’assicurazione non copre nessuna spesa nel caso si denoti una negligenza nella gestione o nella manutenzione degli impianti.
Il proprietario di casa infatti deve fare bene attenzione di affidare la manutenzione ad un’azienda responsabile e competente nel settore degli impianti di riscaldamento…
Nella peggiore delle ipotesi se non ha firmato con nessuno un contratto di manutenzione sarà lui il diretto responsabile degli impianti. Il proprietario di casa paga i danni causati ad ospiti ed inquilini nel caso gli impianti si guastino per negligenza nella loro manutenzione.
Ecco perché è così importante rivolgersi solo ed esclusivamente a professionisti specializzati in manutenzione e pulizia impianti di riscaldamento…bisogna imparare a tenere al sicuro la propria famiglia.
Se io devo farmi operare al cuore, sicuramente vado dall’esperto più affidabile a cui posso rivolgermi che si occupi di operazioni al cuore, che abbia la maggior esperienze e che mi offra le maggiore garanzie.
Stessa cosa dovresti fare tu con i tuoi impianti….non aspettare che siano troppo rovinati che poterli riparare…se non continui una buona manutenzione lo sporco si accumula finche non può essere più eliminato.
Affidarsi a professionisti affidabili in questo caso è d’obbligo
ScaldaSerpe
“I Dottori delle Serpentine“
Unici Specializzati in pulizia serpentine
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Siamo ad oggi gli unici specializzati in pulizia serpentine, manutenzione gestione degli impianti di riscaldamento e pulizia impianti a radiatori.
Non fare errori che pagherai in futuro.
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Pulizia serpentine in Ticino, gli esperti
La pulizia degli impianti riscadalmento a pavimento oramai sta diventando un lavoro abituale in tutti i paese in cui le serpentine (tubi passanti sotto il pavimento per scaldare) sono diventate un’abitudine. Ogni 5 anni è il lasso di tempo che di solito si lascia passare tra una pulizia ed un altra ed il motivo è molto semplice…. I RISCHI CHE SI corrono a non pulire le serpentine. Dopo svariati anni e migliaia di pulizie ho imparato con l’esperienza come e perchè è meglio non dimenticare il motivo per cui ci si prende cura di questi impianti. I motivi sono molteplici e partono dal rischio danni all’impianti al rischio intasamento. Anche se molti sottovalutano questi pericoli spesso è proprio perchè non hanno sulle spalle centinaia o migliaia di pulizie e questo porta a sottovalutare rischi importanti. Le cose principali a cui si va incontro sono: Rottura componenti come pompe, caldaia, pompe di calore e vasi di espansione aumento dei consumi, che vanno dal 10% al 50% Rischio intasamento delle tubazioni sotto il pavimento. Devi sapere che dentro le serpentine si formano due tipi di sporco, lo strato di crosta che si attacca nella parte interna delle tubazioni e lo strato di fanghiglia che si deposita nella metà orizzontale dei tubi più lunghi. La parte interna di crosta si attacca proprio perchè dopo 10 o 15 anni la parte interna in plastica diventa porosa. Intendo dire che perde quella lucidità normale che hanno tutti i materiali plastici e diventa piena di irregolarita, quindi porosa, un esempio lo hai guardando qualsiasi materiale platisco che resta al sole per più di qualche mese, immagina invece che resti anni dentro un’acqua stagnante per mesi ogni anno. Il resto di fango si forma per decomposizione, cioè l’acqua stagnate dopo svariati mesi diventa acqua morta e da origine ad una specie di fango che chiamo strato algoso che si deposita nel lato orizzontale dei tubi del riscaldamento. Insieme questi due depositi formano quello che chiamo strato algoso per comodità ed è lui il massimo rischio per le tue serpentine. Alga serpentine riscaldamento a pavimento Questo tipo di sporco ogni anno si ispessisce sempre più diventando quasi impossibile da togliere ed aumentando la spesa del riscaldamento, costi che vedo in case a cui tolgo questo sporco che si aggirano tra il 10 e il 50%. Oltre all’aumento del riscaldamento come costi un altro danno che crea questo sporco è sui componenti della centrale. Quando parlo di centrale intendo termopompa, caldaia, pompe, vasi di espansione, valvole di regolazione, tre vie, eccetera. Ogni parte dell’impianto che entra in contatto con l’acqua delle serpentine (praticamente tutto) condivide il problema. Questo significa molto brevemente che lo sporco si deposita su tutto, intendo dire su tutte le parti che usano l’acqua, e questo ovviamente porta notevoli svantaggi. Come prima cosa lavorano male aumetando notevolmente l’usura dei pezzi e riducendo la loro durata di 1/3 o metà a dipendenza dei casi. Poi c’è da aggiungere i costi, ogni componente dell’impianto che lavora male aumenta il consumo e la spese di conseguenza del riscaldamente di almeno un 10% ad arrivare nei casi peggiore anche al 50%. Capisci presto che se si rompe qualcosa oltre ad aver pagato molto di più per farlo funzionare e dover pagare centinaia di franchi se non migliaia potresti addirittura trovarti con un allagamento in casa. Oggi, spesso vengo chiamato per risolvere situazioni difficili come intasamenti completi. Anche se ad oggi sono ritenuto il massimo esperto in pulizia serpentine, questo non mi aiuta a risolvere situazioni drammatiche. Dopo che si verificano danno ingenti non è semplice poter riparare e spesso bisogna sostituire i componenti se non demolire i pavimenti. Se hai tempo scarica la guida “Esperti in pulizia serpentine” ed approfondisci il tema prima che sia troppo tardi. Saluti Alessio Felicetti – ScaldaSerpe Sagl – Esperti in pulizia serpentine

Pulizia serpentine, costo.
Come tutti sanno ogni impianto per il riscaldamento necessita di costanti e significativi interventi di tipo manutentivo che devono essere fatti, sia per la propria sicurezza che anche per un obbligo di legge, per la salvaguardia di chi abita gli spazi riscaldati tramite impianti centralizzati o anche per chi ha una caldaia che funziona a gasolio o gas. Affidare comunque le scadenze al professionista di fiducia potrebbe non essere la soluzione giusta bensì meglio affidarsi ad uno specialista, così da far sì che i propri impianti siano sempre in regola, evitando rischi di qualsiasi tipo di natura. Oltre a ciò resta comunque il fatto che però tutti gli interventi di manutenzione non sono mai gratuiti, ed è proprio per questo motivo che è bene essere informati al meglio su costi e preventivi per essere certi di far sì che chi fornirà il servizio poi non ne approfitti dell’inesperienza di chi ne ha bisogno. In questa serie di dritte tenteremo quindi di capirne di più sui costi e sulle modalità di pulizia delle serpentine, con anche una particolare attenzione per la pulizia delle serpentine del riscaldamento a pavimento. Come fare un lavaggio ai termosifoni? I termosifoni sono l’elemento essenziale che costituisce moltissimi impianti di riscaldamento in migliaia di case, e proprio per questo motivo molti idraulici sono davvero esperti quando si parla di procedure di lavaggio dei termosifoni, dato che questo tipo di interventi sono davvero molto frequenti. Evitare il fai da te è in questo caso fondamentale per evitare di fare danni dato che soltanto gli idraulici hanno gli appositi strumenti per pulire le delicate tubature interne dei termosifoni. Non a caso è risaputo che è possibile procedere al lavaggio dei termosifoni avendo a piena disposizione una pompa esterna, oppure parallelamente con un circolatore. Tutti elementi comunque fondamentali per far sì che l’acqua non ristagni dentro alle tubazioni andando troppo presto a formare alghe, funghi, o semplicemente depositi ferrosi capaci troppo presto di corrodere l’impianto e tutte le sue tubature dal di dentro, portandolo presto, date le molte ostruzioni interne a far salire non di poco i costi delle bollette. La manutenzione dell’impianto è insomma alla fine un modo di risparmiare grazie ad un piccolo investimento. Liquido per termosifoni Per la pulizia dei termosifoni esistono degli appositi liquidi creati a livello chimico proprio per rimuovere ogni tipo di ostacolo alla libera circolazione dell’acqua all’interno di tutto l’impianto. Ovviamente però anche qui darsi al fai da te può risultare davvero pericoloso perché si potrebbe incorrere nella rottura involontaria della caldaia, dato che tutti gli idraulici sanno che dopo aver inserito il liquido bisogna poi accendere al minimo l’impianto per far circolare e auto-pulire tutte le tubature coinvolte nell’impianto di riscaldamento. Lavaggio chimico impianto riscaldamento Il lavaggio chimico dell’impianto di riscaldamento è quindi proprio quella procedura che consiste nell’utilizzo specifico di particolari prodotti pensati appositamente per la pulizia profonda di tutte le tubazioni che sono parte di un dato impianto. Come si sarà però già capito avendo a che fare con liquidi pericolosi ed aggressivi è bene non arrangiarsi ma anzi lasciare che ogni cosa sia fatta da chi davvero conosce il settore, e ne è quindi anche esperto ormai da molti anni, capendo bene quali possano essere le dosi adatte da inserire calcolando la grandezza complessiva dell’impianto di riscaldamento in questione, ed evitando quindi spiacevoli inconvenienti come la rottura della caldaia in seguito ad un lavaggio chimico del sistema troppo invasivo. Al contempo però il tutto non deve essere troppo debole perché altrimenti vi ritroverete ad aver pagato più di qualche migliaio di Franchi magari per aver visto entrare nel vostro impianto di riscaldamento prodotti non affidabili, che potrebbero anche essere dannosi per la salute di chi poi abita quotidianamente dati spazi. Affidatevi quindi sempre a dei veri esperti che sappiano come agire nel pieno rispetto anche delle molte normative in vigore. Lavaggio impianto riscaldamento a radiatori Il lavaggio quindi di un impianto di riscaldamento a caloriferi è strettamente consigliato per molti motivi differenti e se affidato ad un idraulico competente consisterà di fatto in una pulizia che si servirà di una pompa esterna che rimette in circolo l’acqua presente all’interno delle tubature evitandone quindi la stagnazione, la creazione interna di calcare, alghe e funghi, e soprattutto facendo sì che poi ogni cosa funzioni al meglio evitando ostruzioni che potrebbero anche far sì che alcune stanze degli spazi da riscaldare non venissero poi raggiunti in modo effettivo dall’acqua calda. La pompa esterna di cui soltanto l’idraulico è dotato viene quindi utilizzata parallelamente all’inserimento di un liquido acido del quale abbiamo poco prima parlato, e proprio questa modalità di pulizia è quella consigliata quando si parla di lavaggi necessari per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento. Veri e proprie direttive svizzere sono i testi fondamentali sui quali si rendono necessarie molte tipologie diverse di intervento per quanto riguarda la pulizia degli impianti che assicurano i servizi essenziali alle abitazioni di tutti cittadini Ticinesi. Non a caso proprio il lavaggio chimico le cui modalità abbiamo appena riassunto ed esemplificato è quello reso obbligatorio quando si ha a che fare con un impianto di riscaldamento a termosifoni il più delle volte. Procedere a questo tipo di pulizia è poi necessario, oltre che per manutenzione ordinaria che privatamente deve gestire ogni proprietario di casa, anche di fronte al caso di una sostituzione o rinnovamento di qualsiasi tipo della caldaia, ma anche in caso di ristrutturazioni complessive dei sistemi di riscaldamento. Lavaggio impianto di riscaldamento a serpentine Questo tipo di lavaggio non è sicuramente un tipo di lavoro che possa in questo caso eseguire il buon idraulico di quartiere, infatti qui la procedura è molto diversa e richiede di specifiche competenze ed esperienze che solo un tecnico di riscaldamento può acquisire nel corso del tempo. Il rischio maggiore in questo tipo di interventi infatti è proprio il pericolo che si possa intasare qualche serpentina durante il lavaggio come purtroppo alcune volte accade quando c’è un po di inesperienza, per questo motivo questo tipo di intervento

Come Regolare il tuo Impianto di Riscaldamento a Pavimento
Possiedi o vuoi dotare la tua abitazione di un Impianto di Riscaldamento a Pavimento, ma non sai come regolarlo? Nella serie di dritte presenti in questo articolo si tenterà di capirne di più sulla gestione complessiva di un impianto di riscaldamento a pavimento, che significherà quindi anche imparare qualche nozione specifica sulla regolazione di alcune componenti quali possono essere ad esempio le manopole per il regolamento della temperatura, o anche i flussometri che autonomamente regolano lo spostamento dei flussi sulla base della temperatura desiderata. Come gestire un impianto di riscaldamento a pavimento La gestione complessiva di un impianto di riscaldamento a pavimento implica innanzitutto delle attenzioni particolari da porre al momento della progettazione. Dovrete infatti essere certi di affidarvi a dei veri esperti per assicurarvi che poi il calore tramite gli appositi collettori e gli appositi flussometri sia sempre distribuito per le stanze delle vostre case in modo omogeneo ed uniforme, evitando quindi qualsiasi tipo di spreco. Paradossalmente già al momento della costruzione bisogna pensare a quando l’impianto, composto da particolari e complesse serpentine che corrono sotto tutta la superficie calpestabile del pavimento, necessiterà di manutenzione. L’acqua che circola infatti in quelle piccolissime tubazioni è sempre la stessa e periodicamente il tutto richiederà quindi un’opera di manutenzione che si può facilitare installando primariamente, con un piccolo investimento che permetterà di risparmiare non poco nel futuro, un semplice collettore di nuova generazione con tutti i flussometri con i vetrini e gli attacchi per eseguire una pulizia serpentine. Certo è però che dopo l’installazione l’impegno per la salvaguardia della salute dell’impianto di riscaldamento a pavimento non riguarda soltanto la manutenzione. Senza alcun dubbio, le prime cose di cui preoccuparsi riguardano piuttosto temperature, manopole, flussometri e tanti altri elementi che vanno regolati e controllati per assicurare che l’impianto scaldi in modo completo, senza alcun problema per la serenità di chi abita gli spazi riscaldati. Non va inoltre mai dimenticato che il principio sul quale si basa questo tipo di impianti di riscaldamento è quello della diffusione e dell’irradiazione del calore, ecco che quindi è senza alcun dubbio meglio tenere basse le temperature pur tenendo sempre attivo l’impianto piuttosto che accenderlo alla massima potenza soltanto per poche ore, con il rischio di rovinarlo in breve tempo. Come regolare la temperatura dell’impianto Regolare la temperatura di un impianto non è particolarmente complesso, e anzi gli impianti migliori e più aggiornati a livello di domotica e innovazione tecnologica richiedono semplicemente di impostare la temperatura desiderata agendo poi in completa autonomia. Tutta la regolazione avviene quindi a livello del termostato, che è poi il sistema computerizzato che comanda da remoto i collettori, ovvero quegli snodi di tubature per i quali passano tutti i differenti fluidi più o meno caldi interni all’impianto. Una comoda centralina installata al momento della progettazione e della costruzione permette quindi di gestire ogni cosa senza molti disturbi e in pieno relax: ogni casa ha di norma uno specifico termostato per ogni stanza, ma se si riesce a convogliare tutta la gestione dei flussi direttamente in un solo pannello che permette di impostare tutto in modo diversificato, si può riuscire a risparmiare non poca fatica e non poco tempo perso a girare per casa costantemente alla ricerca delle singole temperature perfette per ogni stanza. Non bisogna mai dimenticare che la regolazione della temperatura dell’acqua che corre nelle serpentine va sempre fatta sulla linea della valutazione della temperatura esterna, e pure di quella interna, per essere certi di non creare sbalzi di temperatura al momento del passaggio da un ambiente all’altro. La regolazione dei flussometri La regolazione dei flussometri è un altro elemento fondamentale quando si parla di impianti e sistemi di riscaldamento a pavimento, dato che questi particolari misuratori permettono di contare quanti litri al minuto passano in un dato anello che controlla il flusso dell’acqua calda. Proprio i flussometri sono insomma il centro nevralgico del sistema tecnologico che controlla gli impianti, i misuratori che permettono di far sì che altre valvole mandino più o meno acqua calda all’interno dei pannelli di serpentine per far sì che la temperatura dell’ambiente da riscaldare si alzi o si abbassi in base al desiderio di chi lo abita. I flussometri in generale sono comunque sempre installati sui collettori presenti nella serie di snodi che mandano l’acqua a tutti gli ambienti, solitamente in una rientranza del muro apribile grazie a una comoda cassetta, vedrete uno sportello bianco solitamente in qualche muro, uno per piano. La regolazione dovrebbe essere affidata ai migliori esperti del settore, anche perché la valutazione avviene in base alle dimensioni dello spazio da riscaldare, ciononostante conviene imparare a regolarselo in maniera autonoma. Solitamente si comincia dalla stanza più fredda cercando di aprire la valvola che conduce il calore in suddetta stanza, nel caso fosse già aperta al massimo bisognerà aumentare di almeno 2 gradi il calore emesso dalla caldaia/termopompa e in conseguenza di ciò andare a chiudere le altre serpentine, in maniera tale da agevolare il flusso verso la stanza fredda, ogni volta che si interviene sulle serpentine mediamente si richiede 2 giorni di attesa per cominiciare a vedere un cambiamento. Come si svuota l’impianto di riscaldamento e perché è sbagliato farlo? La manutenzione come già abbiamo detto prima è senza alcun dubbio un elemento fondamentale quando si parla di impianti di riscaldamento a pavimento. Non tutti sanno che durante il periodo estivo nel quale l’impianto non viene usato sarebbe meglio lasciare l’acqua dentro alle serpentine ed ai tubi. Nonostante possa sembrare contro intuitivo, è bene capire che l’acqua all’interno delle tubazioni è meno pericolosa che svuotarle ogni volta e farle prendere aria. Per tutte queste ragioni, è sempre meglio rivolgersi ad una ditta specializzata di pulizia serpentine, pronto a sistemare ogni cosa con i giusti mezzi per assicurare poi la massima efficienza dell’impianto. Come risparmiare con il riscaldamento a pavimento Il metodo migliore per risparmiare sui costi delle bollette relativi all’impianto di riscaldamento a pavimento è prima di tutto puntare su un controllo, una regolazione ed una manutenzione costanti, che siano in grado