Lavaggio Chimico serpentine a pavimento. Come funziona?

lavaggio chimico impianto di riscaldamento

Lavare l’impianto di riscaldamento tramite un trattamento chimico è di primaria importanza per mantenere in buono stato la propria caldaia e per farla durare più a lungo.

Non solo: serve anche per garantire la sua efficienza e risparmiare nei costi del consumo energetico.

Il lavaggio chimico dell’impianto di riscaldamento non è un’operazione da effettuare autonomamente ma si tratta di un intervento che deve essere eseguito da personale qualificato, in grado di agire in maniera professionale.

In questo articolo è spiegato come funziona il lavaggio delle serpentine e le operazioni necessarie per il suo completo trattamento chimico.LE FASI NECESSARIE e la completa pulizia delle serpentine avvengono in due momenti diversi: il lavaggio e il trattamento.

1.

Per eseguire il lavaggio occorre avere a disposizione una pompa dalla portata ampia. Serve per immettere velocemente e forzatamente un grosso quantitativo di acqua all’interno di tutto l’impianto.

2.

All’acqua sono aggiunti alcune sostanze chimiche in forma liquida, dosate in maniera adeguata. Tale inserimento è necessario perché garantisce una completa eliminazione di eventuali residui che ostacolano la circolazione dell’acqua in maniera naturale, all’interno dell’impianto e delle sue tubature.

Si tratta di un intervento che può avere una durata non prevedibile in quanto l’acqua deve arrivare a circolare in maniera fluida all’interno di tutti i tubi, senza incontrare nessun intralcio.

Terminato questo momento, tutto l’impianto deve essere svuotato dall’acqua che è stata messa a circolare al suo interno che deve essere risciacquato con cura

Il trattamento

È la fase necessaria per contrastare il formarsi dello strato algoso all’interno dell’impianto, che si formino incrostazioni e prevenire la formazione della ruggine nelle sue parti metalliche, capace di corroderle. Il trattamento consiste nell’aggiungere degli speciali “inibitori” chimici, adatti alla protezione dell’impianto.

A volte si rende necessario aggiungere al trattamento una protezione ulteriore tramite sostanze bioacidi, in grado di contrastare anche il formarsi di alghe o di prevenire le muffe.
Sia il lavaggio che il trattamento completo dell’impianto e di tutte le sue tubature, è estremamente necessario perché ne ottimizza il rendimento termico, portando un riscaldamento ottimale.

Come già detto all’inizio, entrambe le fasi sono necessarie e non opzionali: devono essere eseguite nell’ordine con cui sono state presentate e non se ne può fare a meno nè dell’una, nè dell’altra.

Per una pulizia chimica ottimale bisogna calcolare almeno 3/4 settimane di lavaggio con il prodotto e altre 2 per la pulizia completa dell’impianto. Questo é uno dei motivi principali per cui nessuno lo fa in maniera professionale.

Di solito ti raccontano che in 3/4 giorni l’impianto torno come nuovo, ma questo non é vero!!!

I PRODOTTI PER IL LAVAGGIO DELL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO

Le normative vigenti prevedono l’uso di prodotti chimici per il lavaggio dell’impianto di riscaldamento.

È necessario scegliere quelli adatti, utili sia per il caso specifico ma che abbiano una funzione generale di prevenire il formarsi di detriti calcarei, ruggine, corrosione o qualsiasi tipo di malfunzionamento della caldaia, per garantirne una piena efficienza.

Prima di utilizzare un prodotto casuale, occorre considerare diversi aspetti.

Come punto di partenza, è necessario conoscere il grado di durezza dell’acqua proveniente dall’acquedotto della zona dov’è situata l’impianto di riscaldamento.

In base alla natura calcarea dell’acqua, le serpentine sono più o meno soggette alla formazione di alghe.

Altro punto da tenere in considerazione è l’età della caldaia, nonchè le tipologie di trattamento a cui è stata sottoposta e i prodotti utilizzati in precedenza.

Per questo motivo è buona regola tenere un libretto dove annotare le date degli interventi, specificando il tipo di trattamento e prodotto usato, nonché le eventuali problematiche incontrate.

IMPIANTO DA TRATTARE NUOVO

Nel caso l’impianto su cui eseguire il lavaggio è nuovo, la prima domanda da porsi è per quale motivo richiede un trattamento chimico.

A volte anche le caldaie di nuova produzione e le loro relative tubature vanno incontro alla formazione di fanghi per diverse cause. Molto raramente si può trattare di difetti durante il processo di produzione in fabbrica.

Uno dei motivi più frequenti è la posa dei componenti durante l’installazione della caldaia. Possono trovarsi, infatti, residui di rame o di sabbia, come anche lubrificanti utilizzati per installare i vari componenti dell’impianto che sono entrati in circolo, causando ostruzioni.

In caso di impianti nuovi sono consigliati dei prodotti per il lavaggio completo in grado di rimuovere gli oli e i grassi derivanti dall’installazione.

Si tratta di sostanze che devono avere anche funzioni protettive per le tubature metalliche interne, in grado di prevenire il formarsi di zone corrosive.

L’inserimento di questi prodotti deve essere previsto nel momento in cui l’impianto si riempie per il suo primo funzionamento.

In genere viene consigliato di lasciarlo circolare in tutte le tubature da un minimo di tre ore a un massimo di ventiquattro, per una sua efficacia completa.

IMPIANTO DA TRATTARE DOPO UN ANNO

Nel caso in cui l’impianto da lavare ha avuto già diversi trattamenti in passato, in genere l’intervento si rende necessario per una problematica specifica. Può anche darsi che il lavaggio si renda necessario soltanto come prevenzione, per migliorare le prestazioni energetiche della caldaia, o per ottenere un buon risparmio energetico.

Lavare l’impianto di riscaldamento è di primaria importanza per mantenere in buono stato la propria caldaia e per farla durare più a lungo e stessa cosa vale per le serpentine.

Non solo: serve anche per garantire la sua efficienza e risparmiare nei costi del consumo energetico.

Il lavaggio chimico dell’impianto di riscaldamento non è un’operazione da effettuare autonomamente ma si tratta di un intervento che deve essere eseguito da personale qualificato, in grado di agire in maniera professionale.

Quando si tratta di un impianto datato, può essere che all’interno dei tubi e dei radiatori si siano formati dei grumoli calcarei o piccoli cumuli di alghe o fanghiglia.

A volte è molto difficile prevenire la formazione di questi agenti perché dipende dall’età dell’impianto e della qualità della circolazione dell’acqua.

Può capitare, infatti, che durante la circolazione dei liquidi si vada a formare all’interno delle tubature un flusso freddo che causa spesso ostruzioni fastidiose al buon funzionamento di tutto l’impianto.

In questo caso si rende necessario l’uso di prodotti in grado di risanare l’interno dei tubi, disgregando la fanghiglia e le eventuali alghe, portandole in sospensione e, quindi, eliminarle trasportandole via con il flusso dell’acqua utilizzata nel lavaggio.

Il prodotto deve circolare liberamente all’interno di tutto l’impianto. In genere viene consigliato il lavaggio portando la temperatura dell’acqua al suo uso in condizioni normali.

Durante il lavaggio occorre avere l’accortezza di lasciare tutte le valvole dell’impianto aperte. La pompa di pressione deve essere impostata al massimo.

Questa operazione deve avere un tempo necessario a partire da almeno 16 ore e comunque fino a quando l’acqua contenente i prodotti chimici non abbia completato almeno un paio di cicli all’interno di tutto l’impianto.

Spesso il tempo utilizzato per il completo trattamento, dopo il lavaggio, può arrivare anche alle due o alle quattro settimane.

I prodotti chimici usati sono in grado di prevenire qualsiasi tipologia di malfunzionamento della caldaia e di tutto il suo impianto, nonché proteggerla, garantendo una sua lunga vita nel tempo.

Il completo lavaggio dell’impianto e il trattamento tramite prodotti chimici sono operazioni molto efficaci che permettono un enorme risparmio economico.

Un impianto di riscaldamento mal funzionante provoca sempre sprechi energetici, nonché esborsi di denaro inutili.

Lavare l’impianto di riscaldamento tramite un trattamento chimico è di primaria importanza per mantenere in buono stato la propria caldaia e per farla durare più a lungo. Non solo: serve anche per garantire la sua efficienza e risparmiare nei costi del consumo energetico.

Conscio del fatto di aver trattato in maniera adeguata l’argomento relativo la pulizia completa dell’impianto di riscaldamento e che i miei consigli siano adeguati per risolvere qualsiasi tipologia di disagio relativo la propria caldaia.

Ad oggi il migliore sistema per la pulizia delle serpentine resta il lavaggio pulsato, di cui noi siamo specializzati con il nostro nuovo sistema innovativo Alfa-Idropuls.

Scopri di più riguardo al nostro sistema in questa pagina.

 

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Alessio Felicetti

Pulizia serpentine in Ticino, gli esperti

La pulizia degli impianti riscadalmento a pavimento oramai sta diventando un lavoro abituale in tutti i paese in cui le serpentine (tubi passanti sotto il pavimento per scaldare) sono diventate un’abitudine. Ogni 5 anni è il lasso di tempo che di solito si lascia passare tra una pulizia ed un altra ed il motivo è molto semplice…. I RISCHI CHE SI corrono a non pulire le serpentine. Dopo svariati anni e migliaia di pulizie ho imparato con l’esperienza come e perchè è meglio non dimenticare il motivo per cui ci si prende cura di questi impianti. I motivi sono molteplici e partono dal rischio danni all’impianti al rischio intasamento. Anche se molti sottovalutano questi pericoli spesso è proprio perchè non hanno sulle spalle centinaia o migliaia di pulizie e questo porta a sottovalutare rischi importanti. Le cose principali a cui si va incontro sono: Rottura componenti come pompe, caldaia, pompe di calore e vasi di espansione aumento dei consumi, che vanno dal 10% al 50% Rischio intasamento delle tubazioni sotto il pavimento. Devi sapere che dentro le serpentine si formano due tipi di sporco, lo strato di crosta che si attacca nella parte interna delle tubazioni e lo strato di fanghiglia che si deposita nella metà orizzontale dei tubi più lunghi. La parte interna di crosta si attacca proprio perchè dopo 10 o 15 anni la parte interna in plastica diventa porosa. Intendo dire che perde quella lucidità normale che hanno tutti i materiali plastici e diventa piena di irregolarita, quindi porosa, un esempio lo hai guardando qualsiasi materiale platisco che resta al sole per più di qualche mese, immagina invece che resti anni dentro un’acqua stagnante per mesi ogni anno. Il resto di fango si forma per decomposizione, cioè l’acqua stagnate dopo svariati mesi diventa acqua morta e da origine ad una specie di fango che chiamo strato algoso che si deposita nel lato orizzontale dei tubi del riscaldamento. Insieme questi due depositi formano quello che chiamo strato algoso per comodità ed è lui il massimo rischio per le tue serpentine. Alga serpentine riscaldamento a pavimento   Questo tipo di sporco ogni anno si ispessisce sempre più diventando quasi impossibile da togliere ed aumentando la spesa del riscaldamento, costi che vedo in case a cui tolgo questo sporco che si aggirano tra il 10 e il 50%. Oltre all’aumento del riscaldamento come costi un altro danno che crea questo sporco è sui componenti della centrale. Quando parlo di centrale intendo termopompa, caldaia, pompe, vasi di espansione, valvole di regolazione, tre vie, eccetera. Ogni parte dell’impianto che entra in contatto con l’acqua delle serpentine (praticamente tutto) condivide il problema. Questo significa molto brevemente che lo sporco si deposita su tutto, intendo dire su tutte le parti che usano l’acqua, e questo ovviamente porta notevoli svantaggi. Come prima cosa lavorano male aumetando notevolmente l’usura dei pezzi e riducendo la loro durata di 1/3 o metà a dipendenza dei casi. Poi c’è da aggiungere i costi, ogni componente dell’impianto che lavora male aumenta il consumo e la spese di conseguenza del riscaldamente di almeno un 10% ad arrivare nei casi peggiore anche al 50%. Capisci presto che se si rompe qualcosa oltre ad aver pagato molto di più per farlo funzionare e dover pagare centinaia di franchi se non migliaia potresti addirittura trovarti con un allagamento in casa. Oggi, spesso vengo chiamato per risolvere situazioni difficili come intasamenti completi. Anche se ad oggi sono ritenuto il massimo esperto in pulizia serpentine, questo non mi aiuta a risolvere situazioni drammatiche. Dopo che si verificano danno ingenti non è semplice poter riparare e spesso bisogna sostituire i componenti se non demolire i pavimenti. Se hai tempo scarica la guida “Esperti in pulizia serpentine” ed approfondisci il tema prima che sia troppo tardi. Saluti Alessio Felicetti – ScaldaSerpe Sagl – Esperti in pulizia serpentine    

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lavaggio impianti riscaldamento
Alessio Felicetti

Pulizia serpentine, costo.

Come tutti sanno ogni impianto per il riscaldamento necessita di costanti e significativi interventi di tipo manutentivo che devono essere fatti, sia per la propria sicurezza che anche per un obbligo di legge, per la salvaguardia di chi abita gli spazi riscaldati tramite impianti centralizzati o anche per chi ha una caldaia che funziona a gasolio o gas. Affidare comunque le scadenze al professionista di fiducia potrebbe non essere la soluzione giusta bensì meglio affidarsi ad uno specialista, così da far sì che i propri impianti siano sempre in regola, evitando rischi di qualsiasi tipo di natura. Oltre a ciò resta comunque il fatto che però tutti gli interventi di manutenzione non sono mai gratuiti, ed è proprio per questo motivo che è bene essere informati al meglio su costi e preventivi per essere certi di far sì che chi fornirà il servizio poi non ne approfitti dell’inesperienza di chi ne ha bisogno. In questa serie di dritte tenteremo quindi di capirne di più sui costi e sulle modalità di pulizia delle serpentine, con anche una particolare attenzione per la pulizia delle serpentine del riscaldamento a pavimento. Come fare un lavaggio ai termosifoni? I termosifoni sono l’elemento essenziale che costituisce moltissimi impianti di riscaldamento in migliaia di case, e proprio per questo motivo molti idraulici sono davvero esperti quando si parla di procedure di lavaggio dei termosifoni, dato che questo tipo di interventi sono davvero molto frequenti. Evitare il fai da te è in questo caso fondamentale per evitare di fare danni dato che soltanto gli idraulici hanno gli appositi strumenti per pulire le delicate tubature interne dei termosifoni. Non a caso è risaputo che è possibile procedere al lavaggio dei termosifoni avendo a piena disposizione una pompa esterna, oppure parallelamente con un circolatore. Tutti elementi comunque fondamentali per far sì che l’acqua non ristagni dentro alle tubazioni andando troppo presto a formare alghe, funghi, o semplicemente depositi ferrosi capaci troppo presto di corrodere l’impianto e tutte le sue tubature dal di dentro, portandolo presto, date le molte ostruzioni interne a far salire non di poco i costi delle bollette. La manutenzione dell’impianto è insomma alla fine un modo di risparmiare grazie ad un piccolo investimento. Liquido per termosifoni Per la pulizia dei termosifoni esistono degli appositi liquidi creati a livello chimico proprio per rimuovere ogni tipo di ostacolo alla libera circolazione dell’acqua all’interno di tutto l’impianto. Ovviamente però anche qui darsi al fai da te può risultare davvero pericoloso perché si potrebbe incorrere nella rottura involontaria della caldaia, dato che tutti gli idraulici sanno che dopo aver inserito il liquido bisogna poi accendere al minimo l’impianto per far circolare e auto-pulire tutte le tubature coinvolte nell’impianto di riscaldamento. Lavaggio chimico impianto riscaldamento Il lavaggio chimico dell’impianto di riscaldamento è quindi proprio quella procedura che consiste nell’utilizzo specifico di particolari prodotti pensati appositamente per la pulizia profonda di tutte le tubazioni che sono parte di un dato impianto. Come si sarà però già capito avendo a che fare con liquidi pericolosi ed aggressivi è bene non arrangiarsi ma anzi lasciare che ogni cosa sia fatta da chi davvero conosce il settore, e ne è quindi anche esperto ormai da molti anni, capendo bene quali possano essere le dosi adatte da inserire calcolando la grandezza complessiva dell’impianto di riscaldamento in questione, ed evitando quindi spiacevoli inconvenienti come la rottura della caldaia in seguito ad un lavaggio chimico del sistema troppo invasivo. Al contempo però il tutto non deve essere troppo debole perché altrimenti vi ritroverete ad aver pagato più di qualche migliaio di Franchi magari per aver visto entrare nel vostro impianto di riscaldamento prodotti non affidabili, che potrebbero anche essere dannosi per la salute di chi poi abita quotidianamente dati spazi. Affidatevi quindi sempre a dei veri esperti che sappiano come agire nel pieno rispetto anche delle molte normative in vigore. Lavaggio impianto riscaldamento a radiatori Il lavaggio quindi di un impianto di riscaldamento a caloriferi è strettamente consigliato per molti motivi differenti e se affidato ad un idraulico competente consisterà di fatto in una pulizia che si servirà di una pompa esterna che rimette in circolo l’acqua presente all’interno delle tubature evitandone quindi la stagnazione, la creazione interna di calcare, alghe e funghi, e soprattutto facendo sì che poi ogni cosa funzioni al meglio evitando ostruzioni che potrebbero anche far sì che alcune stanze degli spazi da riscaldare non venissero poi raggiunti in modo effettivo dall’acqua calda. La pompa esterna di cui soltanto l’idraulico è dotato viene quindi utilizzata parallelamente all’inserimento di un liquido acido del quale abbiamo poco prima parlato, e proprio questa modalità di pulizia è quella consigliata quando si parla di lavaggi necessari per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento. Veri e proprie direttive svizzere sono i testi fondamentali sui quali si rendono necessarie molte tipologie diverse di intervento per quanto riguarda la pulizia degli impianti che assicurano i servizi essenziali alle abitazioni di tutti cittadini Ticinesi. Non a caso proprio il lavaggio chimico le cui modalità abbiamo appena riassunto ed esemplificato è quello reso obbligatorio quando si ha a che fare con un impianto di riscaldamento a termosifoni il più delle volte. Procedere a questo tipo di pulizia è poi necessario, oltre che per manutenzione ordinaria che privatamente deve gestire ogni proprietario di casa, anche di fronte al caso di una sostituzione o rinnovamento di qualsiasi tipo della caldaia, ma anche in caso di ristrutturazioni complessive dei sistemi di riscaldamento. Lavaggio impianto di riscaldamento a serpentine Questo tipo di lavaggio non è sicuramente un tipo di lavoro che possa in questo caso eseguire il buon idraulico di quartiere, infatti qui la procedura è molto diversa e richiede di specifiche competenze ed esperienze che solo un tecnico di riscaldamento può acquisire nel corso del tempo. Il rischio maggiore in questo tipo di interventi infatti è proprio il pericolo che si possa intasare qualche serpentina durante il lavaggio come purtroppo alcune volte accade quando c’è un po di inesperienza, per questo motivo questo tipo di intervento

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regolazione riscaldamento a pavimento
Alessio Felicetti

Come Regolare il tuo Impianto di Riscaldamento a Pavimento

Possiedi o vuoi dotare la tua abitazione di un Impianto di Riscaldamento a Pavimento, ma non sai come regolarlo? Nella serie di dritte presenti in questo articolo si tenterà di capirne di più sulla gestione complessiva di un impianto di riscaldamento a pavimento, che significherà quindi anche imparare qualche nozione specifica sulla regolazione di alcune componenti quali possono essere ad esempio le manopole per il regolamento della temperatura, o anche i flussometri che autonomamente regolano lo spostamento dei flussi sulla base della temperatura desiderata. Come gestire un impianto di riscaldamento a pavimento La gestione complessiva di un impianto di riscaldamento a pavimento implica innanzitutto delle attenzioni particolari da porre al momento della progettazione. Dovrete infatti essere certi di affidarvi a dei veri esperti per assicurarvi che poi il calore tramite gli appositi collettori e gli appositi flussometri sia sempre distribuito per le stanze delle vostre case in modo omogeneo ed uniforme, evitando quindi qualsiasi tipo di spreco. Paradossalmente già al momento della costruzione bisogna pensare a quando l’impianto, composto da particolari e complesse serpentine che corrono sotto tutta la superficie calpestabile del pavimento, necessiterà di manutenzione. L’acqua che circola infatti in quelle piccolissime tubazioni è sempre la stessa e periodicamente il tutto richiederà quindi un’opera di manutenzione che si può facilitare installando primariamente, con un piccolo investimento che permetterà di risparmiare non poco nel futuro, un semplice collettore di nuova generazione con tutti i flussometri con i vetrini e gli attacchi per eseguire una pulizia serpentine. Certo è però che dopo l’installazione l’impegno per la salvaguardia della salute dell’impianto di riscaldamento a pavimento non riguarda soltanto la manutenzione. Senza alcun dubbio, le prime cose di cui preoccuparsi riguardano piuttosto temperature, manopole, flussometri e tanti altri elementi che vanno regolati e controllati per assicurare che l’impianto scaldi in modo completo, senza alcun problema per la serenità di chi abita gli spazi riscaldati. Non va inoltre mai dimenticato che il principio sul quale si basa questo tipo di impianti di riscaldamento è quello della diffusione e dell’irradiazione del calore, ecco che quindi è senza alcun dubbio meglio tenere basse le temperature pur tenendo sempre attivo l’impianto piuttosto che accenderlo alla massima potenza soltanto per poche ore, con il rischio di rovinarlo in breve tempo. Come regolare la temperatura dell’impianto Regolare la temperatura di un impianto non è particolarmente complesso, e anzi gli impianti migliori e più aggiornati a livello di domotica e innovazione tecnologica richiedono semplicemente di impostare la temperatura desiderata agendo poi in completa autonomia. Tutta la regolazione avviene quindi a livello del termostato, che è poi il sistema computerizzato che comanda da remoto i collettori, ovvero quegli snodi di tubature per i quali passano tutti i differenti fluidi più o meno caldi interni all’impianto. Una comoda centralina installata al momento della progettazione e della costruzione permette quindi di gestire ogni cosa senza molti disturbi e in pieno relax: ogni casa ha di norma uno specifico termostato per ogni stanza, ma se si riesce a convogliare tutta la gestione dei flussi direttamente in un solo pannello che permette di impostare tutto in modo diversificato, si può riuscire a risparmiare non poca fatica e non poco tempo perso a girare per casa costantemente alla ricerca delle singole temperature perfette per ogni stanza. Non bisogna mai dimenticare che la regolazione della temperatura dell’acqua che corre nelle serpentine va sempre fatta sulla linea della valutazione della temperatura esterna, e pure di quella interna, per essere certi di non creare sbalzi di temperatura al momento del passaggio da un ambiente all’altro. La regolazione dei flussometri La regolazione dei flussometri è un altro elemento fondamentale quando si parla di impianti e sistemi di riscaldamento a pavimento, dato che questi particolari misuratori permettono di contare quanti litri al minuto passano in un dato anello che controlla il flusso dell’acqua calda. Proprio i flussometri sono insomma il centro nevralgico del sistema tecnologico che controlla gli impianti, i misuratori che permettono di far sì che altre valvole mandino più o meno acqua calda all’interno dei pannelli di serpentine per far sì che la temperatura dell’ambiente da riscaldare si alzi o si abbassi in base al desiderio di chi lo abita. I flussometri in generale sono comunque sempre installati sui collettori presenti nella serie di snodi che mandano l’acqua a tutti gli ambienti, solitamente in una rientranza del muro apribile grazie a una comoda cassetta, vedrete uno sportello bianco solitamente in qualche muro, uno per piano. La regolazione dovrebbe essere affidata ai migliori esperti del settore, anche perché la valutazione avviene in base alle dimensioni dello spazio da riscaldare, ciononostante conviene imparare a regolarselo in maniera autonoma. Solitamente si comincia dalla stanza più fredda cercando di aprire la valvola che conduce il calore in suddetta stanza, nel caso fosse già aperta al massimo bisognerà aumentare di almeno 2 gradi il calore emesso dalla caldaia/termopompa e in conseguenza di ciò andare a chiudere le altre serpentine, in maniera tale da agevolare il flusso verso la stanza fredda, ogni volta che si interviene sulle serpentine mediamente si richiede 2 giorni di attesa per cominiciare a vedere un cambiamento. Come si svuota l’impianto di riscaldamento e perché è sbagliato farlo? La manutenzione come già abbiamo detto prima è senza alcun dubbio un elemento fondamentale quando si parla di impianti di riscaldamento a pavimento. 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