Impianto a pannelli radianti a pavimento. Serpentine a pavimento.

pannelli radianti a pavimento

Un impianto a pannelli radianti nel pavimento è un efficiente sistema di climatizzazione costituito da una serie di tubi oppure da elementi termoelettrici che scorrono sotto la superficie calpestabile.

Gli elementi riscaldanti sono appoggiati a dei pannelli termoisolanti per non disperdere l’energia termica verso il massetto. In questo modo, il calore verrà distribuito verso l’alto, e in maniera uniforme per tutta la superficie utile della stanza.

In questa configurazione gli elementi sono chiamati anche pannelli radianti, perché la climatizzazione avviene per irraggiamento e non per convezione come accade negli impianti tradizionali che utilizzano i termosifoni oppure i termoconvettori.

Quello a pannelli radianti è un sistema di climatizzazione estremamente efficiente e funziona in modo più pulito rispetto a qualsiasi altro sistema di riscaldamento. Ciò si ottiene perché l’acqua viene preriscaldata prima di confluire nel tubo che scorre sotto il pavimento. L’acqua riscalda il pavimento e il calore sale naturalmente nel tuo spazio abitativo per creare un’atmosfera confortevole.

Il sistema più efficiente prevede un flusso di acqua controllato dall’unità termica quale una caldaia a condensazione oppure una pompa di calore. In questo caso l’acqua, scorrendo nelle tubature, riscalda o raffresca l’ambiente, attraverso quello che viene definito pavimento a caldo e freddo. Può anche essere controllato con precisione, stanza per stanza, consentendo alle persone di ridurre la quantità di energia che usano per riscaldare la propria casa.

Il comfort è un altro grande vantaggio offerto dai sistemi radianti, perché a differenza di quanto avviene con i termosifoni o con i termoconvettori, il caldo arriva dal basso ed è diffuso in tutta la stanza.

In questo modo, non ci sono punti più caldi (ad esempio dove è installato il radiatore) e punti più freddi, e soprattutto la massa calda agisce solo dove c’è effettivamente bisogno, senza disperdere calore verso il soffitto ma fermandosi ad altezza d’uomo.

Da un punto di vista prettamente estetico non può essere sottovalutata la grande libertà che un impianto radiante a pavimento restituisce nell’arredare la casa, visto che non ci sono elementi quali termosifoni e termoconvettore a ingombrare le stanze, permettendo inoltre di sfruttare al massimo tutta la superficie calpestabile di ogni singola stanza.

Inoltre, col suolo radiante non viene prodotta e messa in circolo nell’aria quella fastidiosa polvere tipica degli appartamenti riscaldati con sistemi tradizionali.

Da un punto di vista energetico inoltre, stiamo parlando di impianti che abbattono notevolmente i costi di esercizio, perché l’acqua calda viene immessa nelle tubature a bassa temperatura.

Se in un impianto a termosifoni la caldaia deve riscaldare l’acqua calda fino a circa 50-65 gradi per ottenere una temperatura ambiente di 18-20 gradi, con un moderno sistema radiante a pavimento la temperatura dell’acqua in mandata non supera mai i 35 gradi centigradi.

I risultati migliori inoltre si ottengono collegando al pavimento radiante un sistema ad alta efficienza quale una moderna pompa di calore, una caldaia a condensazione di ultima generazione, o un impianto solare termico che produce acqua calda sanitaria in maniera totalmente pulita ed altamente efficiente.

Le abitazioni ben coibentate e dotate di cappotto termico inoltre, rendono questo sistema ancora più efficiente, abbattendo ulteriormente le dispersioni termiche col risultato di abbassare oltremodo la spesa in bolletta.

Suolo radiante, scheda tecnica, prezzi e spessore

I pannelli radianti a pavimento, come già anticipato, forniscono calore per irraggiamento, seguendo lo stesso principio col quale il sole riscalda il nostro pianeta, col risultato per chi abita la casa di percepire il calore in maniera del tutto naturale e piacevole, e senza quella fastidiosa sensazione di secchezza data dai termosifoni.

Il massimo risultato si ottiene abbinando un deumidificatore d’ambiente ben dimensionato, che pone l’impianto a pavimento nelle condizioni di lavoro ottimali, senza la formazione di condensa o eccessiva secchezza.

Quando l’impianto produce anche il freddo, usare il deumidificatore nei mesi estivi è fondamentale per avere sempre un clima fresco e secco, ed evitare la formazione di condensa sul pavimento data la differenza di temperatura tra l’acqua che scorre sotto la superficie e l’aria estiva, calda e umida.

Se esaminiamo più da vicino un pavimento riscaldante possiamo analizzarlo in tutte le sue componenti, che nello specifico sono i tubi, i pannelli isolanti, dei fogli in PVC, i collettori, la caldaia e il massetto.

Pannelli radianti a pavimento scheda tecnica.

I tubi sono particolarmente resistenti allo schiacciamento e non devono subire corrosione. Per questo motivo si utilizzano materiali specifici quali polietilene e derivati, che garantiscono anche una perfetta resistenza alle alte e basse temperature.

I pannelli isolanti sono poggiati sopra il pavimento grezzo e servono per ospitare i tubi, fornendo un isolamento termico oltre che acustico che permette al calore di non disperdersi verso il basso.

I fogli di PVC servono ad irrobustire i pannelli isolanti, proteggendoli allo stesso tempo dall’umidità e donando ulteriore rigidità all’intera struttura.

La caldaia, che sia a condensazione o una più efficiente pompa di calore, provvede a riscaldare l’acqua e a gestire il flusso nelle tubature, per portare calore (o raffrescamento) in ogni ambiente domestico.

I collettori sono in linea di principio delle valvole deviatrici che permettono di gestire il flusso dell’acqua in mandata e di ritorno da e verso la caldaia.

Il massetto, infine, è leggermente diverso da quello che si realizza per gli appartamenti tradizionali, perché presenta delle specifiche tecniche studiate per ottimizzare la resa dell’impianto radiante a pavimento, favorendo la trasmissione del calore dai tubi all’ambiente.

Da un punto di vista tecnico, è utile sapere che data l’elevata inerzia termica, i pavimenti riscaldati o raffreddati con i pannelli radianti impiegano molto tempo per raggiungere la corretta temperatura di esercizio.

Per questo motivo, non è utile accendere o spegnere l’impianto come si farebbe con dei termosifoni, ma piuttosto bisogna attendere che l’intero sistema vada in temperatura e lasciarlo lavorare di continuo.

Una volta portati gli ambienti alla giusta temperatura (è necessario circa tra le 8 e le 24 ore), il consumo energetico è minimo e conviene lasciare l’impianto in funzione anche se la casa non è abitata per qualche giorno, soprattutto se l’abitazione è ben coibentata.

Per quanto riguarda i pannelli radianti a pavimento spessore, considerando tutti gli elementi in gioco c’è da considerare che un impianto del genere finito presenta un’altezza che va dai 8 ai 12 centimetri circa.

In caso di ristrutturazione, una buona soluzione è quella di optare per dei pannelli radianti a pavimento a secco, che si appoggiano sul pavimento esistente andando ad occupare pochissimo spazio, nell’ordine dei 36-40 millimetri in altezza, per poi essere a sua volta ricoperto con un nuovo pavimento.

Questo sistema inoltre permette di avere una bassa inerzia termica permettendo di riscaldare o raffreddare gli ambienti molto più velocemente di un impianto ad umido, in cui i tubi vengono annegati in una miscela di materiali inerti che impiegano più tempo per riscaldarsi ma garantiscono di contro un mantenimento del calore più a lungo.

Pannelli radianti a pavimento prezzi.

Per quanto riguarda i costi, la spesa va calcolata tenendo in considerazioni diversi fattori. Le variabili sono la superficie dell’abitazione, il numero e la lunghezza dei tubi, e dalla qualità dei materiali che costituiscono i pannelli radianti, soprattutto per quanto riguarda le loro proprietà termoisolanti.

A tal riguardo, bisogna considerare ad ogni buon conto che per dotarsi di un impianto a pavimento radiante si andrà a spendere una cifra intorno ai 70/90 Fr. a metro quadro, compresa la manodopera.

Se è vero inoltre che gli impianti più economici possono far risparmiare in fase di installazione con prezzi di circa 60 Fr. al metro quadro, è altrettanto vero che per gli impianti più avanzati ed energeticamente più efficienti è necessario mettere in conto una spesa che può arrivare anche a 90 o 120 Fr. al metro quadro.

Per fare un esempio, con un appartamento di 130 metri quadri si spendono tra gli 16000 e i 18000 Franchi, una cifra che non è molto superiore a quanto si spenderebbe installando ex novo un tradizionale impianto a termosifoni. Rispetto a quest’ultimo però, un impianto radiante a pavimento permette un risparmio in bolletta del 25-35%

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Alessio Felicetti

Pulizia serpentine in Ticino, gli esperti

La pulizia degli impianti riscadalmento a pavimento oramai sta diventando un lavoro abituale in tutti i paese in cui le serpentine (tubi passanti sotto il pavimento per scaldare) sono diventate un’abitudine. Ogni 5 anni è il lasso di tempo che di solito si lascia passare tra una pulizia ed un altra ed il motivo è molto semplice…. I RISCHI CHE SI corrono a non pulire le serpentine. Dopo svariati anni e migliaia di pulizie ho imparato con l’esperienza come e perchè è meglio non dimenticare il motivo per cui ci si prende cura di questi impianti. I motivi sono molteplici e partono dal rischio danni all’impianti al rischio intasamento. Anche se molti sottovalutano questi pericoli spesso è proprio perchè non hanno sulle spalle centinaia o migliaia di pulizie e questo porta a sottovalutare rischi importanti. Le cose principali a cui si va incontro sono: Rottura componenti come pompe, caldaia, pompe di calore e vasi di espansione aumento dei consumi, che vanno dal 10% al 50% Rischio intasamento delle tubazioni sotto il pavimento. Devi sapere che dentro le serpentine si formano due tipi di sporco, lo strato di crosta che si attacca nella parte interna delle tubazioni e lo strato di fanghiglia che si deposita nella metà orizzontale dei tubi più lunghi. La parte interna di crosta si attacca proprio perchè dopo 10 o 15 anni la parte interna in plastica diventa porosa. Intendo dire che perde quella lucidità normale che hanno tutti i materiali plastici e diventa piena di irregolarita, quindi porosa, un esempio lo hai guardando qualsiasi materiale platisco che resta al sole per più di qualche mese, immagina invece che resti anni dentro un’acqua stagnante per mesi ogni anno. Il resto di fango si forma per decomposizione, cioè l’acqua stagnate dopo svariati mesi diventa acqua morta e da origine ad una specie di fango che chiamo strato algoso che si deposita nel lato orizzontale dei tubi del riscaldamento. Insieme questi due depositi formano quello che chiamo strato algoso per comodità ed è lui il massimo rischio per le tue serpentine. Alga serpentine riscaldamento a pavimento   Questo tipo di sporco ogni anno si ispessisce sempre più diventando quasi impossibile da togliere ed aumentando la spesa del riscaldamento, costi che vedo in case a cui tolgo questo sporco che si aggirano tra il 10 e il 50%. Oltre all’aumento del riscaldamento come costi un altro danno che crea questo sporco è sui componenti della centrale. Quando parlo di centrale intendo termopompa, caldaia, pompe, vasi di espansione, valvole di regolazione, tre vie, eccetera. Ogni parte dell’impianto che entra in contatto con l’acqua delle serpentine (praticamente tutto) condivide il problema. Questo significa molto brevemente che lo sporco si deposita su tutto, intendo dire su tutte le parti che usano l’acqua, e questo ovviamente porta notevoli svantaggi. Come prima cosa lavorano male aumetando notevolmente l’usura dei pezzi e riducendo la loro durata di 1/3 o metà a dipendenza dei casi. Poi c’è da aggiungere i costi, ogni componente dell’impianto che lavora male aumenta il consumo e la spese di conseguenza del riscaldamente di almeno un 10% ad arrivare nei casi peggiore anche al 50%. Capisci presto che se si rompe qualcosa oltre ad aver pagato molto di più per farlo funzionare e dover pagare centinaia di franchi se non migliaia potresti addirittura trovarti con un allagamento in casa. Oggi, spesso vengo chiamato per risolvere situazioni difficili come intasamenti completi. Anche se ad oggi sono ritenuto il massimo esperto in pulizia serpentine, questo non mi aiuta a risolvere situazioni drammatiche. Dopo che si verificano danno ingenti non è semplice poter riparare e spesso bisogna sostituire i componenti se non demolire i pavimenti. Se hai tempo scarica la guida “Esperti in pulizia serpentine” ed approfondisci il tema prima che sia troppo tardi. Saluti Alessio Felicetti – ScaldaSerpe Sagl – Esperti in pulizia serpentine    

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lavaggio impianti riscaldamento
Alessio Felicetti

Pulizia serpentine, costo.

Come tutti sanno ogni impianto per il riscaldamento necessita di costanti e significativi interventi di tipo manutentivo che devono essere fatti, sia per la propria sicurezza che anche per un obbligo di legge, per la salvaguardia di chi abita gli spazi riscaldati tramite impianti centralizzati o anche per chi ha una caldaia che funziona a gasolio o gas. Affidare comunque le scadenze al professionista di fiducia potrebbe non essere la soluzione giusta bensì meglio affidarsi ad uno specialista, così da far sì che i propri impianti siano sempre in regola, evitando rischi di qualsiasi tipo di natura. Oltre a ciò resta comunque il fatto che però tutti gli interventi di manutenzione non sono mai gratuiti, ed è proprio per questo motivo che è bene essere informati al meglio su costi e preventivi per essere certi di far sì che chi fornirà il servizio poi non ne approfitti dell’inesperienza di chi ne ha bisogno. In questa serie di dritte tenteremo quindi di capirne di più sui costi e sulle modalità di pulizia delle serpentine, con anche una particolare attenzione per la pulizia delle serpentine del riscaldamento a pavimento. Come fare un lavaggio ai termosifoni? I termosifoni sono l’elemento essenziale che costituisce moltissimi impianti di riscaldamento in migliaia di case, e proprio per questo motivo molti idraulici sono davvero esperti quando si parla di procedure di lavaggio dei termosifoni, dato che questo tipo di interventi sono davvero molto frequenti. Evitare il fai da te è in questo caso fondamentale per evitare di fare danni dato che soltanto gli idraulici hanno gli appositi strumenti per pulire le delicate tubature interne dei termosifoni. Non a caso è risaputo che è possibile procedere al lavaggio dei termosifoni avendo a piena disposizione una pompa esterna, oppure parallelamente con un circolatore. Tutti elementi comunque fondamentali per far sì che l’acqua non ristagni dentro alle tubazioni andando troppo presto a formare alghe, funghi, o semplicemente depositi ferrosi capaci troppo presto di corrodere l’impianto e tutte le sue tubature dal di dentro, portandolo presto, date le molte ostruzioni interne a far salire non di poco i costi delle bollette. La manutenzione dell’impianto è insomma alla fine un modo di risparmiare grazie ad un piccolo investimento. Liquido per termosifoni Per la pulizia dei termosifoni esistono degli appositi liquidi creati a livello chimico proprio per rimuovere ogni tipo di ostacolo alla libera circolazione dell’acqua all’interno di tutto l’impianto. Ovviamente però anche qui darsi al fai da te può risultare davvero pericoloso perché si potrebbe incorrere nella rottura involontaria della caldaia, dato che tutti gli idraulici sanno che dopo aver inserito il liquido bisogna poi accendere al minimo l’impianto per far circolare e auto-pulire tutte le tubature coinvolte nell’impianto di riscaldamento. Lavaggio chimico impianto riscaldamento Il lavaggio chimico dell’impianto di riscaldamento è quindi proprio quella procedura che consiste nell’utilizzo specifico di particolari prodotti pensati appositamente per la pulizia profonda di tutte le tubazioni che sono parte di un dato impianto. Come si sarà però già capito avendo a che fare con liquidi pericolosi ed aggressivi è bene non arrangiarsi ma anzi lasciare che ogni cosa sia fatta da chi davvero conosce il settore, e ne è quindi anche esperto ormai da molti anni, capendo bene quali possano essere le dosi adatte da inserire calcolando la grandezza complessiva dell’impianto di riscaldamento in questione, ed evitando quindi spiacevoli inconvenienti come la rottura della caldaia in seguito ad un lavaggio chimico del sistema troppo invasivo. Al contempo però il tutto non deve essere troppo debole perché altrimenti vi ritroverete ad aver pagato più di qualche migliaio di Franchi magari per aver visto entrare nel vostro impianto di riscaldamento prodotti non affidabili, che potrebbero anche essere dannosi per la salute di chi poi abita quotidianamente dati spazi. Affidatevi quindi sempre a dei veri esperti che sappiano come agire nel pieno rispetto anche delle molte normative in vigore. Lavaggio impianto riscaldamento a radiatori Il lavaggio quindi di un impianto di riscaldamento a caloriferi è strettamente consigliato per molti motivi differenti e se affidato ad un idraulico competente consisterà di fatto in una pulizia che si servirà di una pompa esterna che rimette in circolo l’acqua presente all’interno delle tubature evitandone quindi la stagnazione, la creazione interna di calcare, alghe e funghi, e soprattutto facendo sì che poi ogni cosa funzioni al meglio evitando ostruzioni che potrebbero anche far sì che alcune stanze degli spazi da riscaldare non venissero poi raggiunti in modo effettivo dall’acqua calda. La pompa esterna di cui soltanto l’idraulico è dotato viene quindi utilizzata parallelamente all’inserimento di un liquido acido del quale abbiamo poco prima parlato, e proprio questa modalità di pulizia è quella consigliata quando si parla di lavaggi necessari per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento. Veri e proprie direttive svizzere sono i testi fondamentali sui quali si rendono necessarie molte tipologie diverse di intervento per quanto riguarda la pulizia degli impianti che assicurano i servizi essenziali alle abitazioni di tutti cittadini Ticinesi. Non a caso proprio il lavaggio chimico le cui modalità abbiamo appena riassunto ed esemplificato è quello reso obbligatorio quando si ha a che fare con un impianto di riscaldamento a termosifoni il più delle volte. Procedere a questo tipo di pulizia è poi necessario, oltre che per manutenzione ordinaria che privatamente deve gestire ogni proprietario di casa, anche di fronte al caso di una sostituzione o rinnovamento di qualsiasi tipo della caldaia, ma anche in caso di ristrutturazioni complessive dei sistemi di riscaldamento. Lavaggio impianto di riscaldamento a serpentine Questo tipo di lavaggio non è sicuramente un tipo di lavoro che possa in questo caso eseguire il buon idraulico di quartiere, infatti qui la procedura è molto diversa e richiede di specifiche competenze ed esperienze che solo un tecnico di riscaldamento può acquisire nel corso del tempo. Il rischio maggiore in questo tipo di interventi infatti è proprio il pericolo che si possa intasare qualche serpentina durante il lavaggio come purtroppo alcune volte accade quando c’è un po di inesperienza, per questo motivo questo tipo di intervento

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regolazione riscaldamento a pavimento
Alessio Felicetti

Come Regolare il tuo Impianto di Riscaldamento a Pavimento

Possiedi o vuoi dotare la tua abitazione di un Impianto di Riscaldamento a Pavimento, ma non sai come regolarlo? Nella serie di dritte presenti in questo articolo si tenterà di capirne di più sulla gestione complessiva di un impianto di riscaldamento a pavimento, che significherà quindi anche imparare qualche nozione specifica sulla regolazione di alcune componenti quali possono essere ad esempio le manopole per il regolamento della temperatura, o anche i flussometri che autonomamente regolano lo spostamento dei flussi sulla base della temperatura desiderata. Come gestire un impianto di riscaldamento a pavimento La gestione complessiva di un impianto di riscaldamento a pavimento implica innanzitutto delle attenzioni particolari da porre al momento della progettazione. Dovrete infatti essere certi di affidarvi a dei veri esperti per assicurarvi che poi il calore tramite gli appositi collettori e gli appositi flussometri sia sempre distribuito per le stanze delle vostre case in modo omogeneo ed uniforme, evitando quindi qualsiasi tipo di spreco. Paradossalmente già al momento della costruzione bisogna pensare a quando l’impianto, composto da particolari e complesse serpentine che corrono sotto tutta la superficie calpestabile del pavimento, necessiterà di manutenzione. L’acqua che circola infatti in quelle piccolissime tubazioni è sempre la stessa e periodicamente il tutto richiederà quindi un’opera di manutenzione che si può facilitare installando primariamente, con un piccolo investimento che permetterà di risparmiare non poco nel futuro, un semplice collettore di nuova generazione con tutti i flussometri con i vetrini e gli attacchi per eseguire una pulizia serpentine. Certo è però che dopo l’installazione l’impegno per la salvaguardia della salute dell’impianto di riscaldamento a pavimento non riguarda soltanto la manutenzione. Senza alcun dubbio, le prime cose di cui preoccuparsi riguardano piuttosto temperature, manopole, flussometri e tanti altri elementi che vanno regolati e controllati per assicurare che l’impianto scaldi in modo completo, senza alcun problema per la serenità di chi abita gli spazi riscaldati. Non va inoltre mai dimenticato che il principio sul quale si basa questo tipo di impianti di riscaldamento è quello della diffusione e dell’irradiazione del calore, ecco che quindi è senza alcun dubbio meglio tenere basse le temperature pur tenendo sempre attivo l’impianto piuttosto che accenderlo alla massima potenza soltanto per poche ore, con il rischio di rovinarlo in breve tempo. Come regolare la temperatura dell’impianto Regolare la temperatura di un impianto non è particolarmente complesso, e anzi gli impianti migliori e più aggiornati a livello di domotica e innovazione tecnologica richiedono semplicemente di impostare la temperatura desiderata agendo poi in completa autonomia. Tutta la regolazione avviene quindi a livello del termostato, che è poi il sistema computerizzato che comanda da remoto i collettori, ovvero quegli snodi di tubature per i quali passano tutti i differenti fluidi più o meno caldi interni all’impianto. Una comoda centralina installata al momento della progettazione e della costruzione permette quindi di gestire ogni cosa senza molti disturbi e in pieno relax: ogni casa ha di norma uno specifico termostato per ogni stanza, ma se si riesce a convogliare tutta la gestione dei flussi direttamente in un solo pannello che permette di impostare tutto in modo diversificato, si può riuscire a risparmiare non poca fatica e non poco tempo perso a girare per casa costantemente alla ricerca delle singole temperature perfette per ogni stanza. Non bisogna mai dimenticare che la regolazione della temperatura dell’acqua che corre nelle serpentine va sempre fatta sulla linea della valutazione della temperatura esterna, e pure di quella interna, per essere certi di non creare sbalzi di temperatura al momento del passaggio da un ambiente all’altro. La regolazione dei flussometri La regolazione dei flussometri è un altro elemento fondamentale quando si parla di impianti e sistemi di riscaldamento a pavimento, dato che questi particolari misuratori permettono di contare quanti litri al minuto passano in un dato anello che controlla il flusso dell’acqua calda. Proprio i flussometri sono insomma il centro nevralgico del sistema tecnologico che controlla gli impianti, i misuratori che permettono di far sì che altre valvole mandino più o meno acqua calda all’interno dei pannelli di serpentine per far sì che la temperatura dell’ambiente da riscaldare si alzi o si abbassi in base al desiderio di chi lo abita. I flussometri in generale sono comunque sempre installati sui collettori presenti nella serie di snodi che mandano l’acqua a tutti gli ambienti, solitamente in una rientranza del muro apribile grazie a una comoda cassetta, vedrete uno sportello bianco solitamente in qualche muro, uno per piano. La regolazione dovrebbe essere affidata ai migliori esperti del settore, anche perché la valutazione avviene in base alle dimensioni dello spazio da riscaldare, ciononostante conviene imparare a regolarselo in maniera autonoma. Solitamente si comincia dalla stanza più fredda cercando di aprire la valvola che conduce il calore in suddetta stanza, nel caso fosse già aperta al massimo bisognerà aumentare di almeno 2 gradi il calore emesso dalla caldaia/termopompa e in conseguenza di ciò andare a chiudere le altre serpentine, in maniera tale da agevolare il flusso verso la stanza fredda, ogni volta che si interviene sulle serpentine mediamente si richiede 2 giorni di attesa per cominiciare a vedere un cambiamento. Come si svuota l’impianto di riscaldamento e perché è sbagliato farlo? La manutenzione come già abbiamo detto prima è senza alcun dubbio un elemento fondamentale quando si parla di impianti di riscaldamento a pavimento. Non tutti sanno che durante il periodo estivo nel quale l’impianto non viene usato sarebbe meglio lasciare l’acqua dentro alle serpentine ed ai tubi. Nonostante possa sembrare contro intuitivo, è bene capire che l’acqua all’interno delle tubazioni è meno pericolosa che svuotarle ogni volta e farle prendere aria. Per tutte queste ragioni, è sempre meglio rivolgersi ad una ditta specializzata di pulizia serpentine, pronto a sistemare ogni cosa con i giusti mezzi per assicurare poi la massima efficienza dell’impianto. Come risparmiare con il riscaldamento a pavimento Il metodo migliore per risparmiare sui costi delle bollette relativi all’impianto di riscaldamento a pavimento è prima di tutto puntare su un controllo, una regolazione ed una manutenzione costanti, che siano in grado

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