Distribuire in modo omogeneo il calore nella propria casa evitando al massimo qualsiasi tipo di spreco è fondamentale per tutti coloro che vogliono assicurarsi di spendere il meno possibile mensilmente per le proprie bollette, ma anche e soprattutto per tutti coloro che hanno giustamente molto a cuore l’ambiente, e decidono quindi di abitare spazi pensati per essere riscaldati in modo sostenibile.

Parlando di tutto ciò è quindi fondamentale parlare della tipologia di riscaldamento che viene installata direttamente a pavimento.

Il riscaldamento a pavimento è infatti senza alcun dubbio lo strumento per riscaldare che meglio si adatta a tutte le necessità di cui abbiamo appena parlato, ma se si vuole capire qualche cosa in più in relazione ai molti bisogni di ottenere il massimo delle prestazioni al minimo degli sprechi essenziale è anche capire di cosa si parli nel momento in cui si discute dei collettori per il riscaldamento a pavimento.

In questa breve guida tenteremo quindi di capire cos’è e a cosa serve il collettore nell’ambito del riscaldamento a pavimento, così da aiutare presto chi legge a rinnovare o costruire da zero la propria casa con un sistema di riscaldamento a pavimento che sia aggiornato con le ultimissime innovazioni dell’ingegneria edile e che porti quindi presto ad una vita di benessere e serenità con una spiccata attenzione per l’ambiente e per il risparmio.

Che cos’è un collettore per il riscaldamento a pavimento

I collettori presenti in tutti i tipi di impianti per il riscaldamento sono alcuni punti di incontro di differenti canalette necessari per la distribuzione e il raccoglimento dei fluidi che derivano da circuiti differenti.

Solo grazie alla presenza di simili incroci intelligenti nelle tubature è infatti possibile mettere in atto una vera e propria diramazione che a partire dai tubi principali, riesce a mettere in collegamento anche tutte le canalette secondarie.

I collettori sono quindi di fatto non altro che dei radianti capaci di gestire il traffico delle acque differenti presenti all’interno del complesso di sistemi di cui tutte le normali abitazioni necessitano per garantire i servizi essenziali a chi le abita.

Per quanto riguarda i materiali, è fondamentale ricordare che le innovazioni nel campo sono costanti, e quindi soltanto un ottimo rivenditore e dei veri esperti possono garantire l’installazione di prodotti aggiornati con le novità che un mondo dalle dimensioni internazionali ogni anno propone sui molti luoghi del proprio mercato.

Il materiale più usato è comunque l’ottone, anche se va ricordato che pure le leghe leggere create a partire dall’alluminio sono alle volte utilizzate per la loro composizione, accanto anche all’utilizzo del rame che alle volte entra in gioco proprio per la fusione di simili componenti degli impianti di riscaldamento.

A cosa servono i collettori in un impianto di riscaldamento a pavimento?

Come si sarà ormai capito i collettori inseriti in un impianto per il riscaldamento a pavimento sono il fattore fondamentale per la distribuzione omogenea del calore, il punto cruciale che permette insomma di non avere una stanza fredda a temperature artiche ed una caldissima con il pavimento che scotta.

Essenziale quando si parla di collettori è che ogni cosa sia elaborata in modo impeccabile già al momento della progettazione degli impianti: soltanto un vero esperto sarà infatti davvero in grado di assicurare a chi abita gli spazi del dato impianto una vita senza alcun problema grazie ad una pianificazione ideale.

I collettori fanno infatti sì che ognuno dei molti anelli degli impianti di riscaldamento a pavimento siano raggiunti in modo costante ed uniforme dai fluidi caldi che consentono un innalzamento regolato delle temperature.

Proprio i collettori sono poi gli snodi delle tubature che permettono di regolare la portata di fluido che effettivamente andrà a percorrere la parte sotterranea del pavimento per riscaldare al punto giusto lo spazio desiderato.

Ecco che in merito proprio a queste necessità di regolazione l’ingegneria edile ha ideato un prototipo specifico di collettore definito “di mandata” che sostituisce un sistema lento ed antiquato come quello della regolazione tramite viti, con dei dispositivi tecnologici ed innovativi in grado di quantificare quale sia la quantità di liquido che attraversa in modo effettivo un dato snodo in un dato tempo.

Ecco che quindi tutto diviene presto misurabile grazie a questo tipo di aggiunte tecnologiche che nel gergo specifico sono dette “flussometri”.

L’unica presenza necessaria per ottenere il massimo dal proprio impianto di riscaldamento, dato che ovviamente proprio questi flussometri sono poi in grado di portare ad una regolazione autonoma dei flussi, che permette ad un impianto intelligente di assicurare la temperatura desiderata evitando qualsiasi tipo di squilibrio o di problema.

Un collettore, non si dimentichi, è quindi sempre parte di un impianto a pannelli radianti, l’unica tipologia di impianto che permette di evitare gli sprechi e le disfunzioni con cui spesso si deve fare i conti se si ha a che fare con altre tipologie di impianto, come quelli a radiatori o a ventilconvettori: sistemi sempre scomodi e fastidiosi per l’alta rumorosità che disturba tanto durante la giornata quanto soprattutto durante il sonno, costringendo spesso molte persone a passare non poche notti in bianco.

Una piccola differenza: collettori principali e collettori di zona

La differenza principale che suddivide le diverse tipologie di collettori per gli impianti di riscaldamento a pavimento consiste nel separare i collettori che appartengono alle tubature della centrale termica dell’abitazione o dell’edificio, da quelli che invece sono inseriti e diramati in tutto il sistema di riscaldamento a pannelli radianti che sono poi quelli che permettono ai flussi di separarsi e di arrivare in tutte le stanze di casa.

Una differenza da tenere ben in conto per quando sarà il momento di regolare in modo diversificato il riscaldamento che si vuole ottenere dal proprio impianto nelle diverse stagioni dell’anno.

Regolazione Flussometri Riscaldamento a Pavimento

La regolazione dei collettori per il riscaldamento a pavimento è il punto focale di tutti i tipi di regolazione di un impianto a pavimento.

Un’apposita manopola molto comoda è lo strumento ideato dai migliori ingegneri per la regolazione dei flussometri negli impianti di riscaldamento a pavimento, e di fronte ad essa sarà semplicemente necessario ruotarla in una o nell’altra direzione per modificare la portata dei flussi dell’impianto, e quindi di conseguenza anche le temperature che di necessità si vanno ad ottenere.

Al movimento di ogni manopola corrisponde anche lo spostamento di un apposito indicatore che segna la quantità di flusso che si voleva ottenere.

Proprio questo sistema di valvole consente di controllare ogni cosa al massimo della precisione, facendo sì che tutti coloro che in casa hanno un impianto simile possano costantemente adattarlo alle più specifiche necessità del momento, o della stagione, sempre evitando sprechi di qualsiasi tipo o altre problematiche che spesso annoiano chi non ha tempo da perdere.

Tutti gli indicatori presenti in corrispondenza delle manopole sono ovviamente pensati appositamente per garantire il massimo della semplicità e dell’essenzialità, così da far sì che chiunque ci metta le mani possa capire agilmente cosa sta modificando e come cambieranno di conseguenza le misure del caldo o del freddo che occuperà le stanze in questione.

La regolazione è comunque e sempre un atto molto delicato che richiede molta attenzione, ed una mano sempre esperta che sappia cosa e come modificare, anche se va sempre ricordato che con il variare delle stagioni è fondamentale modificare i valori dei flussometri poiché sono proprio questi snodi che permetteranno di adattare le prestazioni dell’impianto di riscaldamento a pavimento in questione alle necessità termiche capaci di portare ad un ambiente davvero confortevole per chi abita gli spazi da riscaldare.

Per non far sì che quindi ci si trovi ad avere troppo caldo al momento sbagliato sarà bene assicurarsi di aver regolato o fatto regolare al meglio proprio i connettori dell’impianto di riscaldamento a pavimento che gestisce le temperature della propria casa.

Ad ogni modo quando la regolazione sarà stata portata a termine non andrà dimenticato anche il fatto che tutto deve essere lasciato come era prima per garantire pure il massimo della sicurezza in relazione alla tenuta e all’efficienza dell’impianto.

Ovviamente va sempre ricordato che perché queste strumentazioni funzionino correttamente nel corso degli anni è buona norma fare la pulizia delle serpentine ogni 2/4 anni.

Sarà quindi da verificare sempre con il massimo della precisione il fatto che ogni manopola spostata o regolata sia poi riportata alla posizione di blocco, e che tutto sia poi custodito al meglio dalla chiusura anti-manomissione garantita dall’apposito coperchio.

Se poi la stagione più calda sta arrivando, è bene anche valutare la possibilità forse più conveniente di sigillare in modo completamente ermetico tutto l’impianto per garantirne la salute e quindi anche la durevolezza nel tempo: sarà quindi in questo caso vostra cura andare a completare una chiusura completa dei circuiti.

Altro caso con il quale molti si trovano poi a dover fare i conti è quello di una situazione nella quale in una data stagione, e magari proprio quella più fredda, si smette di avere la necessità di occupare, e quindi anche di riscaldare, alcune stanze, oppure anche una serie di stanze, o tutto un piano della propria abitazione.

Proprio di fronte a questo tipo di necessità sarà quindi bene occuparsi del fatto per evitare sprechi di qualsiasi tipo.

Se infatti non si usa anche soltanto una stanza pensata come sgabuzzino o come magazzino, sarà bene segnalare a chi regola il vostro impianto tale particolarità.

Se poi il vostro caso implica invece il fatto che durante l’inverno tutto un piano di casa smetta di essere usato, allora anche qui sarà necessario regolare collettori e flussometri per far sì che la parte di impianto inserita nel sistema di riscaldamento dell’abitazione per alzare le temperature di quelle stanze sia chiusa in modo ermetico, così da far sì che presto i flussi caldi non raggiungano più quegli anelli e che quindi non si sprechi inutilmente denaro per riscaldare ambienti che non necessitano di essere resi pronti per l’occupazione specie durante stagioni quali quella invernale.

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Alessio Felicetti
Alessio Felicetti

Specialista in Impianti di Riscaldamento, manutenzione e gestione impianti

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